Come nasce l'Ecomuseo

L’Associazione Culturale, Gruppo di Ricerca e Canto Popolare “Il Cortile”, che ha ormai superato il prestigioso traguardo dei trent’anni dalla fondazione, opera da sempre sul territorio di Nova Milanese per il recupero culturale, storico, ambientale del contesto sociale. Da questi approfondimenti continui, dal recupero della memoria  e delle tradizioni è nata l’idea dell’Ecomuseo. Un museo che rivela l’identità e scava nella memoria storica novese. Un museo “sui generis”, vivo e dinamico, tutto da scoprire nelle strade più antiche del centro storico, nelle corti, nei quartieri, nelle ultime permanenze di una realtà come Nova che è passata da piccolo paese contadino a città in pochi anni. Un museo che rivisita la vita e la tradizione dei Novesi e che cammina sulle gambe della gente.

L’Amministrazione comunale, che è impegnata ad ottenere una maggiore coesione sociale, a costruire un’identità condivisa ed un senso di appartenenza alla realtà locale da parte dei cittadini, ha accolto appieno il progetto de “Il Cortile” e per questo ha collaborato alla sua realizzazione.

     Il Sindaco
Laura Barzaghi

L’Ecomuseo rappresenta l’espressione della cultura di un territorio ed ha come principale riferimento la propria comunità.

La parola “Ecomuseo” è stata coniata dallo studioso francese Hugues De Varine durante una conversazione intrattenuta con altri studiosi nel1971. In quel contesto, si riferiva a un nuovo modo di concepire il museo e alla necessità di legami tra museo e ambiente nel quale il ruolo pedagogico nasce dall’osservazione dell’ambiente stesso. Da questo approccio vivente il pubblico, e i giovani in primo luogo, si riapproprieranno della grammatica di base dell’uomo, delle sue cose e del suo ambiente visti nella loro evoluzione.

Con queste premesse, da noi perseguite nell’ambito della ricerca e dell’osservazione circa l’evoluzione storica della città, è cresciuta la necessità di progettare un ecomuseo del territorio orientato a ricercare memorie nelle autobiografie personali della gente per trasmettere il patrimonio raccolto come memoria di una civiltà. La sua funzione trova spazio nella consapevolezza di promuovere il territorio e di farne emergere l’identità che è determinata da una strategia nell’impatto derivato da un cambiamento dell’immagine in senso culturale del territorio, non solo nel conservare ma anche capace di riprodurre cultura.

Per questo è stato affrontato un lavoro di ricerca, attraverso un coinvolgimento ed un contatto costante con la gente del luogo, che ha consentito di raccogliere, identificare, schedare e salvaguardare sia reperti che aspetti della vita sociale e di relazione della civiltà contadina, artigianale, industriale e della religiosità popolare che ha consentito di produrre la prima mappa della comunità.

Pensare ad un progetto di “Ecomuseo” è stata la naturale continuazione, il logico sviluppo di questo lavoro iniziale. E’ un modo nuovo di pensare il territorio e la cultura: il patrimonio delle tradizioni locali, l’arte, gli strumenti di comunicazione, la topografia, l’architettura concorrono al recupero dell’identità di Nova Milanese.

Il lavoro è iniziato con l’individuazione di tre nuclei storici (Nova, Cascina Meda e Grugnotorto) attorno ai quali si è sviluppata la città, in epoche successive.

E’ stata condotta un’indagine sull’ambiente per arrivare alla progettazione di un percorso, pedonale e ciclabile, che mette in collegamento il centro storico, le ville, le chiese e le corti antiche della città di Nova, ancora presenti nell’architettura cittadina, con l’area denominata, del parco “Grugnotorto Villoresi”.

Nel territorio di Nova è stato definito un percorso museale all’aperto mediante l’individuazione di luoghi, spazi e reperti, sparsi lungo il perimetro abitativo, che presentano caratteristiche architettoniche storico-ambientali e paesaggistiche degne di nota.

Nello spazio etnodemoantropologico dell’Ecomuseo è stata realizzata la ricostruzione di ambienti domestici, rurali, e delle attività artigianali di un tempo con la costruzione di percorsi guidati, sia interni allo spazio museale, sia all’esterno, nel territorio circostante.

Nella realizzazione del progetto è in corso da anni il coinvolgimento della scuola in quanto istituzione e luogo di apprendimento delle nuove generazioni. I ragazzi per le diverse origini e per i radicali e rapidissimi mutamenti della città, sono sollecitati a riscoprire la loro identità di cittadini novesi tramite visite guidate storico-ambientali nella città e consulenze didattiche che consentiranno, attraverso un processo di narrazione e ricostruzione di storie collettive, di realizzare una seconda mappa culturale della comunità, costruita dai ragazzi e dalle loro famiglie che rappresentano la specificità del territorio ed il carattere dei luoghi attraverso il coinvolgimento degli abitanti.

L’ecomuseo vuole essere:

una possibilità concreta per la città e il territorio limitrofo che comprende i sette comuni che fanno parte del Parco Grugnotorto Villoresi. Deve diventare un centro didattico per tutti i cittadini che lo abitano in funzione di un insegnamento che trovi in esso la conoscenza del territorio in tutta la sua dimensione territoriale, nonché la propria memoria storica.

Un museo funzionale, non solamente come testimonianza e memoria del passato, espressione di valori che hanno dato forza alle generazioni che ci hanno preceduto, ma soprattutto perché diventi motivo di riflessione per una comunità che si interroga e cerca delle risposte in positivo nelle complesse problematiche dell’oggi.

Una speranza per il futuro con l’auspicio che sortisca, con la partecipazione dei vari soggetti, una sensibilità nuova capace di volontà di collaborazione e di ricerca per migliorare il tono di vita della città nei suoi aspetti culturali, sociali, ambientali, economici e politici.