VILLA BRIVIO VERTUA-PRINETTI

Villa cinquecentesca completamente rielaborata dal Marchese Luigi Brivio. Nei periodo successivi le vennero date forme neoclassiche con pianta a U.

Corte interna con portico a doppio ordine e parco giardino in stile romantico attribuito per tradizione al Pollak.

Le prime tracce risalgono alla seconda metà del '400 e sono contenute in un diploma della Duchessa di Milano, Bianca Maria Sforza Visconti. Il 9 Settembre 1465 viene concessa l'autorizzazione affinchè le monache del Monastero di S.Maria d'Incino in Monza, proprietarie di numerosi beni e terreni in Nova, affittino alcune proprietà, tra cui la "taverna" e altri beni, alla nobile famiglia Cittadini.

Successivamente, nel 1492, tali beni passano al "Questore Don Luigi Brivio". Compare così per la prima volta la nobile famiglia Brivio, proprietaria in Nova di numerosi terreni e beni. Le famiglie nobili, proprietarie di quasi tutta l'estensione del territorio comunale sono i Cittadini, i De' Barzi e i Brivio. La villa è chiamata "casa di campagna", forse intesa come abitazione in cui non si abita continuamente, ma solo per alcuni periodi.

La villa nei primi anni del '900 è abitata dalla nobile famiglia Vertua, che continua ad occupare l'ala sud e quella ovest della villa. Al suo interno per un certo periodo ha funzionato una filanda, successivamente ha ospitato il comune, la scuola e la divisa della guardia nazionale.

L'Amministrazione comunale, con delibera di Consiglio n. 148/1990 ha acquistato la villa per destinarla ad attività artistiche e culturali. E' sede dell'Ecomuseo e dello spazio museale etnografico-etnologico permanente.

 

 

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