CURT LUNGA-CORTE LUNGA (cortile di via Madonnina) Antecedente al 1700 La corte rappresenta il tipico edificio rurale con annessi. E’ delimitata da corpi di fabbrica o muri che formano una corte chiusa con un grande cortile al centro. La forma della corte è quadrangolare con il rustico (le ex stalle) contiguo ma ben separato. La corte era circondata in parte dagli edifici della cortaccia ed oggi ha al suo interno alcune costruzioni edificate negli anni ’60. Il suo aspetto corrisponde alla tipica corte padana: vi è la presenza sulla facciata dell’abitazione di ballatoi e loggiati, elementi importantissimi dal punto di vista funzionale in rapporto all’umido ambiente autunnale della regione e alla necessità di fare essiccare al sicuro dalle intemperie i prodotti tardivi della campagna e in particolare il granoturco. Sotto il portico a destra un pregiato Crocifisso in legno. Da un esame accurato e dai sopralluoghi effettuati dalla Soprintendenza dei beni artistici e storici di Milano, in occasione del progetto di restauro patrocinato dall’associazione culturale Il Cortile, si è potuto desumere una datazione approssimativa del reperto risalente alla fine del 1300 inizi del 1400. Tale tesi è avvalorata dalla semplicità della linea e dalla mancanza di approfondimento anatomico che ne riconducono senza dubbio a una produzione popolare. La statua non è nata in Cortelunga ma vi è stata portata intorno al 1800 da una famiglia brianzola che venne ad abitare in questo cortile. Sotto il Crocifisso il caratteristico impianto a fornella per riscaldare l’acqua per il bucato e la cottura del cibo per le bestie. |
CURT dal FAREE-CORTE DEL FABBRO (corte di Via Madonnina) All’interno della corte, sotto il portico, è presente un’edicola, “l’Altarin da la Madona”, un segno devozionale di religiosità e arte popolare. Trattasi di un affresco raffigurante una sacra effige della Madonna Assunta. |
CURT dala VESCONA e di GHIUNI-CORTE DELLA VESCONA E DEI GHIONI (corte di Via Vismara) Il cortile è segnalato nel Catasto Teresiano del 1722 come proprietà delle monache di Brera. |
CA’ dal FATUR-CASA DEL MASSARO (corte di via Vismara) Segnalato nel Catasto Teresiano del 1722 come proprietà delle monache di Brera. |
CURT dal MARELL e DI BATAIA (corte di Via Vismara)-CORTE DEL MARELLI E DEI BATAIA |
CURT dal CIRIVAL e dala CARMELA-CORTE DEL CIRIVALLO E DELLA CARMELA (corte di Via S. Sebastiano) |
CURT dala LECA-CORTE DELLA LECCHI (corte di Via S. Sebastiano) Statua lignea raffigurante San Domenico All’interno della corte, sotto i portici di destra, si trova una statua in legno di gelso risalente al 1500. Rappresenta una delle icone più significative rimaste a testimonianza della tradizione e della religiosità popolare contadina, particolarmente legata al culto dei Santi. “Ricordiamo che San Domenico, durante i periodi di siccità veniva posto su una carriola, portato per le contrade dai ragazzi e accompagnato da ragazze vergini; al suo passaggio veniva cosparso d’acqua dai bambini “innucent” (innocenti) scegliendo tra di essi i più giovani”. Il restauro, realizzato nel 1998, effettuato con la direzione dei lavori della Soprintendenza dei beni artistici e storici di Milano, è stato finanziato col contributo del Comune di Nova, degli abitanti della corte e dell’Associazione Culturale Il Cortile. |
CURT dala BESUSTRA-CORTE DELLA BESOSTRI (corte di Via Garibaldi) |
CURT di NANA-CORTE DELLA CIPRIANA (corte di Via Roma) |
CURT dal PURAS-CORTE DEI PULICI (corte di Via Roma) |
CURT dal PESS-CORTE DEI PESSI (corte di Via Roma) |
CURT dal VERTUA-CORTE DEL VERTUA (corte di Via Mariani) |
CURT dal TABACHEE-CORTE DEL TABACCAIO (corte di Via Mariani) |
CURT di SCURATT-CORTE DEGLI SCURATTI (corte di Via Mariani) In fondo al cortile, a destra, sotto il portico, è presente una PIRA. Trattasi di un antico manufatto che veniva usato per frantumare granaglie. |
CURT dal BASAN-CORTE DEL BASSANO (corte di Via Mariani) Affresco Raffigurante Madonna con Bambino e devoto L’affresco, di autore ignoto, è un’opera databile tra la fine del XVI sec. e inizio XVII. Rappresenta un ex voto per una grazia ricevuta dal “devoto” il quale (come narra la credenza popolare) deve essersi trovato in pericolo di vita cadendo nel pozzo e, invocata la grazia della Madonna, ne viene salvato. A questo fatto si deve la realizzazione dell’affresco quale ringraziamento. La Chiesa che s’intravede alle spalle della Madonna è quella di un Santuario della zona. In questi luoghi i contadini si recavano con frequenza, a piedi o sui carri, in special modo nel mese di Maggio per tradizione e antica devozione alla Vergine Maria. Il restauro, realizzato nel 1986 dalla direzione della Soprintendenza dei beni artistici e storici di Milano, è stato finanziato con il contributo degli abitanti della corte e dell’intera via, a sostegno del progetto dell’Associazione Culturale Il Cortile. |
EX FILANDA-BAIA DEL RE/CURT DALA BAIA-CORTE DELLA BAIA (corte di Via Macciantelli) La filanda Beretta della Baia del Re è sorta nei primi anni del ‘900. Le operaie si occupavano del trattamento del filo di seta svolgendolo dal bozzolo dei bachi. Il lavoro, molto faticoso, era svolto dalle donne. Consisteva nel mettere i bozzoli a mollo in acqua bollente per uccidere la larva al suo interno e cercare il capo del filo di seta. Una volta individuato veniva attaccato all’arcolaio (apposito strumento), che lo dipanava. Ad ogni addetta veniva affidata una bambina di età compresa tra i 6 e i 12 anni il cui compito era quello di tenere acceso il fuoco che scaldava l’acqua nelle bacinelle e di girare l’arcolaio. Il lavoro si protraeva dall’alba al tramonto, per 10 – 15 ore, ed era retribuito con un misero salario. La grande umidità, le vesti inzuppate e le mani tenute per molte ore nell’acqua erano causa di molte malattie. Particolarmente soggette erano le bambine. |
CURT dala MONIGA-CORTE DELLA MONICA (corte di via Giussani) |
CURT dal LUF-CORTE DEL LUPO (corte di via Giussani) |
CURT dal LEGURIN e dal FAREE-CORTE DEL LEPROTTO E DEL FABBRO |